AUTOSTRADE ELETTRICHE: UNA STAZIONE DI RICARICA OGNI 50 KM

AUTOSTRADE ELETTRICHE: UNA STAZIONE DI RICARICA OGNI 50 KM
25/01/2021 Redazione

Via libera dalla Commissione Bilancio della Camera che, dopo aver approvato il maxi incentivo che prevede un’agevolazione del 40% per l’acquisto di una vettura elettrica per chi ha ISEE non superiore ai 30.000 Euro, approva un’altra misura di importanza straordinaria legata alla diffusione delle stazioni di ricarica sui tratti autostradali.

L’intervento messo in atto ha l’obiettivo di scardinare l’assenteismo dei concessionari autostradali incrementando il numero di punti di ricarica a disposizione del cittadino.

La distribuzione non omogenea in tutto il territorio italiano dei punti di ricarica fast e supercharge, così come la loro assenza dalle autostrade, sta infatti attualmente rallentando la diffusione delle auto elettriche.

Come la benzina

L’emendamento intende rendere efficace, nonché monitorare con più accuratezza, la direttiva DAFI che mira ad avere un punto di ricarica ogni 50-60 km e che al momento è ampiamente disattesa nella maggior parte del territorio nazionale.

Nel testo approvato viene indicato che “tutti i concessionari autostradali provvedono a dotare le tratte di propria competenza di punti di ricarica di potenza elevata, garantendo che le infrastrutture messe a disposizione consentano agli utilizzatori tempi di attesa per l’accesso al servizio non superiori a quelli offerti agli utilizzatori di veicoli a combustione interna”.

Ma come rendere questa missione un reale obiettivo in modo che sia quantificabile, misurabile e con un tempo determinato?

Gli obblighi dei concessionari

Entro 60 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio tutti i concessionari autostradali dovranno “pubblicare le caratteristiche tecniche minime delle soluzioni per la ricarica di veicoli elettrici da installare”, e, “nel caso in cui entro 180 giorni non provvedano a dotarsi di un numero adeguato di punti di ricarica”, saranno costretti a consentire “a chiunque ne faccia richiesta” di “candidarsi all’installazione delle infrastrutture all’interno delle tratte di propria competenza”.

E se i concessionari volessero opporsi con un contezioso?

Stop ai contenziosi

Non sarà possibile aprire contenziosi che, come principale – e forse unica – conseguenza, determinerebbero un ulteriore rallentamento alla crescita delle stazioni di ricarica uniformemente distribuite sul territorio nazionale.

 

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