Qualche spunto di riflessione sul Climate Strike Day

Qualche spunto di riflessione sul Climate Strike Day
24/05/2019 Redazione
sostenibilità ambientale

Dopo l’importante manifestazione del 15 Marzo, giornata in cui migliaia di manifestanti ha popolato le piazze di tutto il mondo, un nuovo appuntamento aspetta le coscienze di tutti per riflettere sui cambiamenti del nostro pianeta.

Il primo global climate strike day è stata una fantastica iniziativa voluta dai giovani, frettolosamente etichettati come indecisi e inconcludenti, che mostrano la loro ferma determinazione di prendere il controllo e fermare la degenerazione verso cui i loro padri e i loro nonni hanno condotto il Pianeta. A partire dal COP14 del 2018, questi nostri giovani hanno dimostrato di poterci insegnare tanto, e non solo sull’ambiente.

Amiamo i nostri figli ma stiamo lasciando loro un’auto, non solo senza “benzina”, ma senza nemmeno una strada da percorrere. E’ ora di cambiare, a partire da oggi, con piccoli gesti e nuove abitudini quotidiane, che costano poco ma che, nel loro insieme, faranno la differenza a livello globale.

climate strike day

Riportiamo le parole di Pierluigi Sassi, presidente di Earth Day Italy: “Il climate strike è un movimento che può assumere un’importanza storica assoluta. Questa società sembrava aver narcotizzato i giovani con l’oppio dei social network e con la mancanza di valori e prospettive. E invece eccoli qua i giovani del terzo millennio. Giovani che hanno saputo alzare la testa sulla questione più importante che i governi continuano a sottovalutare. 50 anni fa il movimento studentesco diede vita al primo Earth day con 20 milioni di cittadini americani scesi in piazza per rivendicare il diritto ad un pianeta sano. È commovente vedere di nuovo tanta energia. Oggi dobbiamo tutti dare fiducia a questi giovani e dirgli che stanno facendo la cosa giusta. Dobbiamo dirgli che non devo lasciarsi scoraggiare dalle polemiche e dalle difficoltà. Battetevi come leoni ragazzi; noi vi sosterremo fino in fondo.”

Nell’ultimo ventennio il mondo è segnato da due crisi globali profondamente connesse tra loro: quella ambientale e quella sociale. Entrambe hanno un denominatore comune che possiamo trovare nell’attuale modello di crescita economica che si pone pochi limiti ed inquina senza escogitare soluzioni alternative, arrecando un danno irreparabile alla biosfera ed alle generazioni future.

Le cattive condizioni ambientali “causano circa il 25% delle malattie e della mortalità globali”, quasi 9 milioni di morti solo nel 2015 così come l’inquinamento atmosferico causa 6-7 milioni di morti premature all’anno, dichiarazioni censite nel rapporto sul Global Environment Outlook (Geo) presentato il 13 Marzo 2019 a Nairobi. (Rif. RaiNews)

Ed anche il clima sta mutando rapidamente con uragani, inondazioni e fenomeni catastrofici sempre più frequenti. Tra il 2030 ed il 2050 la temperatura globale sarà aumentata di 1,5 gradi rispetto ai livelli pre-industriali. A confermarlo è lo Special Report 15, uno studio condotto dall’IPCC, Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico. Se si continua con questo ritmo, entro la fine del secolo, la temperatura aumenterà di 3 gradi.

Qualche spunto di riflessione, dunque, per cambiare ognuno nella propria abitazione, ognuno nella propria azienda. Perché non c’è più tempo per sperare che sia “qualcun altro a fare il primo passo per noi”. E’ il momento di cominciare a cambiare tutti insieme senza timori.

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